Giuseppe Cucè

Cantautore catanese....
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Maschio | 37 anni
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BIO

Giuseppe Cucè nasce a Catania l'8 Settembre 1972. Fin dall'adolescenza mostra una grande sensibilità verso l'arte, che inizialmente esprime fissando i suoi pensieri sulla tela. Dopo qualche anno abbandona la pittura e, grazie anche alla figura del padre ex musicista e cantante, scopre un modo più consono per esprimersi attraverso il canto, la danza e la recitazione. La naturale evoluzione del suo talento lo avvicina sempre di più alla musica. Giuseppe comincia a frequentare gli ambienti e i protagonisti musicali più importanti della sua città. Conosce Stefania Patane', nota musicista e cantautrice catanese, con cui intraprende lo studio del voicecraft presso il centro studi musicale etneo CESM, dove inizia anche lo studio della chitarra. L'inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova - Vinicius de Moraes, Jobim e Cesaria Evora - e da noti cantautori italiani quali Mario Venuti,Carmen Consoli, Ivan Segreto, Fabrizio de Andrè, Luigi Tenco, Franco Battiato. Partecipa alla tappa catanese del Festivalbar come corista del cantane Neffa. Lo stesso anno decide di formare una band dal nome Acoustic Preludio Band, con la quale solca i palchi dei locali e dei pub più noti di Catania. La band si afferma sulla scena musicale catanese riscuotendo fama e prestigio che sin da subito gli assicurano un grande seguito. La forza di tale progetto si esprime nella voglia di sperimentazione e rielaborazione dei brani che la band interpreta nei propri concerti. Grazie all'utilizzo di elementi acustici della propria terra e alla personale carica interpretativa, le cover arrivano al pubblico in versioni completamente nuove ed originali. L'accurata ricerca di suoni, le diverse contaminazioni e la voglia di sperimentazione maturano in lui una linea ed un gusto del tutto personali, nonche' la voglia di scrivere e presentare al pubblico canzoni proprie. Tale progetto si concretizza in uno studio di registrazione grazie anche alla perfetta intesa musicale instaurata con alcuni elementi della band (Claudio Bertuccio alla chitarra acustica e Alessandro Longo al violoncello); alla stretta collaborazione con la cantautrice jazz e bossanova Gabriella Grasso, coautrice delle musiche insieme a E.Bassetta e L.Bussoletti, Francesci Bazzanoi (percussioni e sgrusci vari) e all'aggiunta dei fiati( Sax soprano e Flauto traverso ) del maestro Marcello Leanza, che conferiscono ai brani un suono piu' acustico e mediterraneo.

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postato il 25/09/2008 15:42 da rainskin

 

 

Fai il nome di almeno tre artisti/band che hanno influenzato maggiormente la tua/vostra musica?

 

I principali artisti che hanno influenzato e contaminato la mia musica sono: Luigi Tenco, Franco Battiato, Vinicious de Moraes, Fabrizio de Andrè , Cesaria Evora .....

2 - Quali sono le difficoltà maggiori per una band?

 

Le principali difficoltà per un arista esordiente potrebbero essere innumerevoli iniziando dalla parte economica  per realizzare un album cosa che potrebbe essere anche superata rimane sicuramente un grande ostacolo veicolare il prorprio progetto e soprattutto pubblicarlo! 

Quali strumenti utilizzate?

 

Gli strumenti che amo ma soprattutto riescono ad interpretare ciò che voglio esprimere essenzialmente sono gli strumenti acustici in genere..

La mia musica è ricca di sonorità mediterranee che non possono fare a meno delle percussioni ma soprattutto delle chitarre acustiche e classiche  , amo gli archi ( Violoncello , Viola , Violino e Contrabbasso ) I Fiati ect ect

4 - Come e quando nasce  Giuseppe Cucè?

 

Nasco come artista nel senso più ampio della parola solo tre anni fa (2005 ) con una formazione acustica ( I Malarazza Quartet ) 

solcando i palchi dei club più prestigiosi ed importanti della mia città... inizialmente con grandi difficoltà poichè la musica che facevamo risultava non conforme  alle tendenze musicali che andavano per la maggiore in quel periodo...

 

5 - Perché  non hai un nome d'arte ed hai preferito utilizzare  il tuo nome?

 

Mi è stato donato dai miei genitori.... quindi ho pensato perché cercare un nome d'arte quando posso semplicemente chiamarmi con il mio nome... anche se inizialmente per alcuni suonerà strano, credetemi col tempo ci si abitua!   

 

6 - Di cosa parlano i testi delle tue canzoni?

 

La mia scrittura è molto semplice e riesce ad esprimere grandi significati senza troppi orpelli... parla di amori e delusioni ma soprattutto della ricerca costante e continua di se stessi...

 

Giuseppe Cucè BIO

 

Giuseppe Cucè nasce a Catania l'8 Settembre 1972. Fin dall'adolescenza mostra una grande sensibilità verso l'arte, che inizialmente esprime fissando i suoi pensieri sulla tela. Dopo qualche anno abbandona la pittura e, grazie anche alla figura del padre ex musicista e cantante, scopre un modo più consono per esprimersi attraverso il canto, la danza e la recitazione. La naturale evoluzione del suo talento lo avvicina sempre di più alla musica. Giuseppe comincia a frequentare gli ambienti e i protagonisti musicali più importanti della sua città. Conosce Stefania Patane', nota musicista e cantautrice catanese, con cui intraprende lo studio del voicecraft presso il centro studi musicale etneo CESM, dove inizia anche lo studio della chitarra. L'inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova - Vinicius de Moraes, Jobim e Cesaria Evora - e da noti cantautori italiani quali Mario Venuti,Carmen Consoli, Ivan Segreto, Fabrizio de Andrè, Luigi Tenco, Franco Battiato. Partecipa alla tappa catanese del Festivalbar come corista del cantane Neffa. Lo stesso anno decide di formare una band dal nome Acoustic Preludio Band, con la quale solca i palchi dei locali e dei pub più noti di Catania. La band si afferma sulla scena musicale catanese riscuotendo fama e prestigio che sin da subito gli assicurano un grande seguito. La forza di tale progetto si esprime nella voglia di sperimentazione e rielaborazione dei brani che la band interpreta nei propri concerti. Grazie all'utilizzo di elementi acustici della propria terra e alla personale carica interpretativa, le cover arrivano al pubblico in versioni completamente nuove ed originali. L'accurata ricerca di suoni, le diverse contaminazioni e la voglia di sperimentazione maturano in lui una linea ed un gusto del tutto personali, nonche' la voglia di scrivere e presentare al pubblico canzoni proprie. Tale progetto si concretizza in uno studio di registrazione grazie anche alla perfetta intesa musicale instaurata con alcuni elementi della band (Claudio Bertuccio alla chitarra acustica e Alessandro Longo al violoncello); alla stretta collaborazione con la cantautrice jazz e bossanova Gabriella Grasso, coautrice delle musiche insieme a E.Bassetta e L.Bussoletti, Francesci Bazzanoi (percussioni e sgrusci vari) e all'aggiunta dei fiati( Sax soprano e Flauto traverso ) del maestro Marcello Leanza, che conferiscono ai brani un suono piu' acustico e mediterraneo.

 

 

postato il 25/09/2008 15:33 da rainskin

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 07 giugno 2008 ho assistito per la seconda volta allo spettacolo "Oltre le nuvole - Luigi Tenco Tribute", tenutosi presso il teatro Scenario Pub.bli.co di Catania. Il più delle volte, la replica di uno spettacolo non da quelle emozioni che si provano assistendo ad una "prima": manca il gusto della sorpresa! Solitamente è così,......... ma non sempre! In realtà, la serata del 07 giugno non è altro che la conclusione di un'avventura iniziata per caso e senza alcuna pretesa alcune settimane addietro e che va oltre l'evento musicale! E' cominciato tutto con un’amichevole "richiesta di aiuto informatico" che in poco tempo riesce a farmi appassionare alla "causa Tenco". Mi lascio piacevolmente coinvolgere in ulteriori dettagli organizzativi che oltre a divertirmi e rilassarmi mi permettono di conoscere meglio proprio Peppe. I giorni antecedenti l'evento e la lunga giornata di sabato mi hanno fatto scoprire una bella persona, ......ed il titolo dell' evento si materializza nella realtà: bisogna sempre andare "OLTRE LE NUVOLE!" Per carattere "tendenzialmente" fatalista, parto dal principio che se un certo evento (triste o gioioso che sia) si verifica nella nostra vita c'è sempre una motivazione che prima o poi si appaleserà................credo che in questo caso, la possibilità di conoscere meglio Peppe sia stato "il valore aggiunto" alla serata del 07 giugno. Azzeccata la location: un bel teatro, caldo ed accogliente, immerso nel centro storico di Catania che per la disposizione dei posti, favoriva una visione "panoramica" e soprattutto offriva un'acustica che non poteva essere paragonata a quelle dei teatri precedenti: il suono freddo e duro che si "rompe" sulla parete di cemento è stato sostituito da un suono netto ed avvolgente: non sono un tecnico del suono, ma credo che il parquet ed il tessuto alle pareti abbiano fatto la differenza. E che il coinvolgimento emotivo fosse il vero protagonista della serata è stato evidente sin dalle prime note. Ad inizio spettacolo Peppe era teso e con la "voce tirata", come se fosse frenato da qualcosa.......... Non è difficile intuire che forse l'emozione gli aveva giocato un brutto scherzo! E come si fa a non essere emozionati in una situazione simile? Scoprire che circa 250 spettatori avevano gremito il teatro in una calda serata di giugno farebbe emozionare chiunque, anche chi come Peppe è abituato ad esibirsi davanti ad una vasta platea....... Si sarà sentito mancare il fiato (paradossale per un cantante!) e soprattutto avrà avuto il cuore in gola quando, entrando in scena, si è reso conto che avevano fatto "il tutto esaurito"! Chi ha assistito "alla prima", avrà sicuramente notato come in quell'occasione Peppe abbia cantato in "maniera più disinvolta" sin da subito, probabilmente per "l'incoscienza della prima volta". Tuttavia, la voglia di cantare ed il piacere di condividere con il pubblico le emozioni delle "poesie" di Luigi Tenco abbiano fatto "sciogliere" pian piano Peppe e tutta la band. Anche se con qualche sbavatura iniziale, l'interpretazione del 07 giugno l'ho gradita di più rispetto alle precedenti esibizioni. La performance, per come mi è arrivata, e' stata sicuramente più netta; forse, più consapevole, più matura rispetto alle precedenti.........eh sì...... il 07 giugno Peppe era proprio in gran forma con la voce: più calda e per nulla "sgranata"! In realtà erano tutti al top! Claudio Bertuccio, alla chitarra acustica, non ha sbagliato un colpo,...............ed anche se questo dovesse essere successo non ce ne siamo accorti! Anche lui, all'inizio un pò "sottotono" rispetto alle precedenti esibizioni, ma pian piano si è fatto trasportare dalla musica senza soffermarsi su ciò che lo circondava ma solo sulle note! Se dovessi definirlo con una frase scriverei:"genio e sregolatezza!" Di Francesco Bazzano, alla batteria e percussioni, non posso scrivere nulla, solo: IL MAESTRO!!!! Un vero professionista!.........così come Claudio Alibrandi al pianoforte e Marco Carnemolla al contrabbasso. Novità nella formazione estiva: il violino, che suonato mirabilmente da Adriano Murania, ha impreziosito uno spettacolo già ricco di tanti momenti musicali di grande qualità! I suoi interventi hanno dato quel tocco di malinconia (e drammaticità) là dove c'era bisogno, mentre, hanno alleggerito le melodie meno impegnative! Collaudata invece, la partecipazione di Gabriella Grasso: la ciliegina sulla torta........una torta ben riuscita! Ottima l'idea di renderla più partecipe coinvolgendola in più assoli (Bocca di rosa; Ne me quitte pas) e duetti...........e che duetti: Mi sono innamorato di te! Una voce potente associata ad una grande capacità interpretativa! Ma nelle feste che si rispettano oltre alla "torta ben riuscita" ci vuole anche un "bel regalo" ed ecco che Peppe ed I Malarazza Quartet sono riusciti a coinvolgere una grande attrice italiana: Donatella Finocchiaro, alla quale sono state affidate le parti recitate che si alternavano ai momenti musicali. Ovviamente, uno spettacolo così articolato che ha coinvolto tanti artisti ha necessitato di un grande lavoro organizzativo svolto con "estrema precisione" da Antonio Mangiameli, un vero "specialista dell'event organizer"!!! Ma la vera novità che ha fatto la differenza (in meglio!) tra l'evento di giugno e gli spettacoli invernali è legata alle modifiche "strutturali" apportate al progetto iniziale: idea di base già valida di per sè ma adesso perfetta! Tenera, malinconica, inquieta, romantica, appassionata la scelta di accompagnare le note con un supporto visivo che dava allo spettatore la sensazione di sfogliare realmente un "album fotografico" in un tutt'uno con cantanti, musicisti ed attrice. E che dire dei bis finali?.........Finalmente come dio comanda! Credo che i bis debbano essere allegri ma non troppo, coinvolgenti al punto giusto e soprattutto debbano mandare a casa contenti gli spettatori. Ironia, arrangiamenti "simil-brasileri" e soprattutto fra i bis i pezzi più conosciuti di Tenco!!!! Era ora!!!.........e che importa se in "Triste sera" non sia riuscita la parte fischiettata......adoro questa canzone e l'ho scoperta grazie a Peppe...........ed il colmo è che mi piace di più la sua versione piuttosto che quella di Luigi Tenco!!! Al cast di "Oltre le nuvole - Luigi Tenco Tribute" va riconosciuto il grosso merito di aver "osato", di essere andati oltre stupidi pregiudizi che in una stretta associazione di idee legano le canzoni di Tenco al pessimismo, alla malinconia, alla infelicità, alla delusione, allo sconforto! Tenco è sicuramente molto di più! Luigi Tenco ha cercato di raccontare la vita reale ma la sua sfortuna è stata quella che proprio la realtà l'ha risucchiato senza via di scampo! Il rischio maggiore era quello di cadere nella "scopiazzatura stile karaoke" nelle esecuzioni dei brani: cercare di personalizzare senza stravolgere è molto difficile in questi casi. Credo che l'obiettivo principale sia stato raggiunto: ricordare un grande cantautore in maniera semplice e sincera. Il caso ha voluto che nella mia pila di libri ancora da leggere sia arrivato il turno di "La musica in testa" di Giovanni Allevi: mentre ero in autobus per raggiungere il teatro Scenario Pub.bli.co ho letto una frase bellissima con la quale concludo questo lungo racconto..................in attesa di un nuovo evento! "Non bisogna mai aver paura di rompere le regole, se è il nostro cuore a chiederlo. Mai temere di destabilizzare un sistema: è nella sua natura la necessità di cambiare. Ma soprattutto bisogna sempre trovare il coraggio di esporsi, di osare, di mettersi in gioco: è un dovere dell'artista!"

 

Le immagini riprodotte in questo post ed il brano "Serenella" (inedito del 1965) provengono dal sito "Luigi Tenco Official Space

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postato il 25/09/2008 15:19 da rainskin

 


 

“L’Italia senza Sicilia non lascia immagine nello spirito: qui è la chiave di tutto” Nel 1787, Johann Wolfgang Von Goethe utilizzava queste parole per fissare nel tempo le emozioni provate nella tappa siciliana del suo “Viaggio in Italia”. ………..E come dargli torto? Regione di mille contraddizioni ma anche di mille sorprese, dove la realtà supera spesso l’immaginazione; terra affascinante e misteriosa che vive eternamente tra mito e realtà. Isola ma nello stesso tempo appendice dello “scarpone italiano” che spesso sembra prenderla a calci,……..chissà, forse in alcune occasioni ce lo meritiamo pure! La nostra storia, non racconta solamente di una terra e dei suoi eventi storici; ma racconta anche di personaggi fantastici, santi, leggende e misteri. E’ l’isola dei fenici, della civiltà greca, dell’impero romano, degli arabi, degli spagnoli……… La Sicilia è l’isola della prima scuola di poesia, del primo Parlamento, della rinascita dal terremoto del 1693. E’ una terra di gente accogliente e passionale; ricca di cultura e tradizioni, intrisa dell’essenza del Mediterraneo, “bacino” di contaminazioni che hanno inevitabilmente segnato la storia del popolo siciliano. La Sicilia è un luogo talmente unico, un vero e proprio “museo” di capolavori naturali, architettonici ed artistici che non hanno pari nella storia! “Isola” inteso come “isolata” ovvero come esperienza unica, eccezionale, irripetibile e per molti ormai diventata irrinunciabile………fino ad ammalarsi di “mal di Sicilia”. Io sono siciliana nel senso più puro del termine: appartengo ed apparterrò sempre a questa terra indipendentemente da dove gli eventi della mia vita mi porteranno! Poiché sarebbe impossibile riuscire a dare una corretta attenzione a tutta la cultura tradizionale siciliana, abbiamo deciso di dedicare questo spazio alla musica siciliana tradizionale e moderna. Ecco…..!!! ISOLARITA’…… o …….ISOLARITA’ ovvero ……IDEA DI SICILIA vuole essere tutto questo! Sere
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